Sono inseriti in questa sezione elenchi delle sentenze emanate nei confronti dell'Italia, disposte in ordine cronologico ed inserite periodicamente in seguito alla loro emanazione. Il contenuto delle sentenze è illustrato con una breve massima e vi è un link sia alla sintesi predisposta dall'Avvocatura, sia al testo ufficiale della sentenza contenuto nel sito della Corte, nella lingua in cui è redatto
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Sentenza del: 11/12/2025
N° ricorso: 46569/19
Intranuovo - in materia di diritto alla vita. Viola il diritto alla vita, sotto l’aspetto materiale, l’accadimento della morte di un militare all’interno di una caserma laddove la successiva inchiesta offra elementi per escludere il suicidio ma non pervenga all’accertamento della verità (e delle responsabilità del fatto).
Viola il diritto alla vita, sotto l’aspetto procedurale, l’accadimento della morte di un militare all’interno di una caserma laddove la successiva inchiesta non pervenga all’accertamento della verità (e delle responsabilità del fatto). -
Sentenza del: 11/12/2025
N° ricorso: 32539/18 + altri
Agrisud 2014 s.r.l. semplificata e altri - in materia di diritto alla vita privata. Integra la violazione dell’art. 8 CEDU la mancata previsione, da parte della legge, di specifiche condizioni per autorizzare accessi e ispezioni nei locali commerciali e l’esame di documentazione bancaria nell’ambito di verifiche fiscali, nonché di mezzi di impugnazione effettivi avverso tali misure.
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Sentenza del: 11/12/2025
N° ricorso: 155897/10, 32536/10, 18531/14
Diaco e Lenchi - in materia di protezione della proprietà. Viola l’art. 1, Prot. n. 1, sotto il profilo della tutela dei diritti patrimoniali, la mancata esecuzione entro un termine ragionevole dei decreti di pagamento dei compensi professionali ai difensori delle persone ammesse al patrocinio a spese dello Stato.
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Sentenza del: 27/11/2025
N° ricorso: 64356/19
Europa Way s.r.l.- in materia di libertà di espressione. Viola l’art. 10 della Convenzione EDU il comportamento delle autorità nazionali italiane, le quali – dapprima sospendono con decreto ministeriale e, successivamente - tramite legge, annullano una gara per l'assegnazione delle frequenze per la trasmissione televisiva digitale terrestre, stabilita con regolamento dall'ANR competente. L'annullamento della procedura e la sua sostituzione con una sostanzialmente diversa hanno interferito con la capacità della società ricorrente di ottenere i diritti di utilizzo delle frequenze digitali terrestri. La motivazione giuridica dell'interferenza è stata ritenuta incompatibile con il diritto nazionale e dell'Unione europea dai tribunali nazionali, a seguito della pronuncia pregiudiziale della Corte di giustizia dell'Unione europea. La medesima motivazione è stata poi adoperata dall'ANR nella sua rivalutazione a conferma dell'annullamento della procedura di gara, in violazione dell’art. 10 CEDU.
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Sentenza del: 27/11/2025
N° ricorso: 11032/24 + altri
Esposito e altri - in materia di diritto a un processo equo e protezione della proprietà. Integra una violazione dell’art. 6 della Convenzione EDU la mancata esecuzione di un provvedimento giudiziario favorevole, da parte delle autorità competenti a garantirne l’effettività.
Integra una violazione dell’art. 1 Prot. 1 la mancata esecuzione di un provvedimento giudiziario favorevole, da parte delle autorità competenti a garantirne l’effettività. -
Sentenza del: 13/11/2025
N° ricorso: 42098/23 e altri
Abrusci e altri- in materia di diritto a un processo equo e protezione della proprietà. Integra violazione dell’art. 6 della Convenzione EDU e dell’art. 1 Prot. 1 la mancata esecuzione di provvedimenti giudiziari favorevoli ai ricorrenti, da parte delle autorità competenti.
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Sentenza del: 13/11/2025
N° ricorso: 37642/23
Garagounis - in materia di diritto alla vita privata e familiare. Viola l’art. 8 CEDU, in tema di diritto alla vita privata e familiare, l’ammonimento del questore, ai sensi dell’art. 8 del decreto-legge n. 11 del 2009, qualora il provvedimento sia adottato in assenza della partecipazione dell’ammonito al procedimento e il carattere d’urgenza della misura preventiva, che consente di derogare alla predetta partecipazione, non sia debitamente motivato.
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Sentenza del: 23/10/2025
N° ricorso: 76462 + altri
Barbieri e altri - in materia di diritto a un processo equo. Benché non sia precluso al legislatore di disciplinare, mediante nuove disposizioni retroattive, diritti derivanti da leggi in vigore, il principio di certezza del diritto e la nozione di processo equo contenuti nell’art. 6 CEDU impediscono, tranne che per impellenti motivi di interesse generale, ogni ingerenza del potere legislativo nell’amministrazione della giustizia al fine di influire sulla conclusione giudiziaria di una lite. Nel caso di specie, non è stato provato che l’adozione della legge n. 183 del 2010 poggiasse su impellenti motivi di interesse generale (conseguentemente l’art. 6 CEDU è stato violato).
L’ingerenza nel diritto al rispetto dei beni deve garantire un giusto equilibrio tra le esigenze dell’interesse generale della comunità e gli imperativi della salvaguardia dei diritti fondamentali dell’individuo; deve altresì esistere un ragionevole rapporto di proporzionalità tra i mezzi impiegati e lo scopo perseguito da qualsiasi misura privativa della proprietà. Nel caso di specie, non vi sono prove che l’adozione della legge n. 183 del 2010 non abbia colto quel giusto equilibrio (conseguentemente l’art. 1 Prot. 1 non è stato violato). -
Sentenza del: 23/10/2025
N° ricorso: 35333/10
Vallesinella s.a.s - in materia di protezione della proprietà. Viola l’art. 1 Prot. 1 il meccanismo dell’espropriazione sanante, laddove l’occupazione d’urgenza – dovuta alla necessità di svolgere lavori di manutenzione e restauro su un bene di interesse culturale – sia ritenuta, in sede giudiziale nazionale, viziata per mancata comunicazione dell’avvio del procedimento e, quindi, presupposto insufficiente per il successivo decreto d’esproprio. (Nel caso di specie – tuttavia – la Corte ha considerato che l’indennizzo espropriativo sia stato adeguato e non ha ravvisato elementi per l’equa riparazione per danni materiali).
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Sentenza del: 23/10/2025
N° ricorso: 26338/19, 1823/21, 12868/22
Tartamella e altri - in materia di protezione della proprietà. La confisca per equivalente disposta nei confronti di condannati di illeciti penali su beni che siano intestati a terzi soggetti: 1) non viola il principio del giusto processo, perché i terzi hanno possibilità di interloquire nel procedimento che porta alla confisca e hanno a disposizione mezzi d’impugnazione; 2) viola il loro diritto di proprietà se non è offerta la prova rigorosa che l’intestazione è fittizia ma non occorre una prova oltre ogni ragionevole dubbio; 3) non viola il loro diritto di proprietà ove sia raggiunta la prova sufficiente a escludere la loro capacità reddituale ad acquistare i beni medesimi e la loro buona fede.