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Osservatorio sulle sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU)

Sentenze

Sono inseriti in questa sezione elenchi delle sentenze emanate nei confronti dell'Italia, disposte in ordine cronologico ed inserite periodicamente in seguito alla loro emanazione. Il contenuto delle sentenze è illustrato con una breve massima e vi è un link sia alla sintesi predisposta dall'Avvocatura, sia al testo ufficiale della sentenza contenuto nel sito della Corte, nella lingua in cui è redatto

  • Sentenza del: 23/10/2025

    N° ricorso: 76462 + altri

    Barbieri e altri - in materia di diritto a un processo equo. Benché non sia precluso al legislatore di disciplinare, mediante nuove disposizioni retroattive, diritti derivanti da leggi in vigore, il principio di certezza del diritto e la nozione di processo equo contenuti nell’art. 6 CEDU impediscono, tranne che per impellenti motivi di interesse generale, ogni ingerenza del potere legislativo nell’amministrazione della giustizia al fine di influire sulla conclusione giudiziaria di una lite. Nel caso di specie, non è stato provato che l’adozione della legge n. 183 del 2010 poggiasse su impellenti motivi di interesse generale (conseguentemente l’art. 6 CEDU è stato violato). 
    L’ingerenza nel diritto al rispetto dei beni deve garantire un giusto equilibrio tra le esigenze dell’interesse generale della comunità e gli imperativi della salvaguardia dei diritti fondamentali dell’individuo; deve altresì esistere un ragionevole rapporto di proporzionalità tra i mezzi impiegati e lo scopo perseguito da qualsiasi misura privativa della proprietà. Nel caso di specie, non vi sono prove che l’adozione della legge n. 183 del 2010 non abbia colto quel giusto equilibrio (conseguentemente l’art. 1 Prot. 1 non è stato violato). 

  • Sentenza del: 23/10/2025

    N° ricorso: 35333/10

    Vallesinella s.a.s - in materia di protezione della proprietà. Viola l’art. 1 Prot. 1 il meccanismo dell’espropriazione sanante, laddove l’occupazione d’urgenza – dovuta alla necessità di svolgere lavori di manutenzione e restauro su un bene di interesse culturale – sia ritenuta, in sede giudiziale nazionale, viziata per mancata comunicazione dell’avvio del procedimento e, quindi, presupposto insufficiente per il successivo decreto d’esproprio. (Nel caso di specie – tuttavia – la Corte ha considerato che l’indennizzo espropriativo sia stato adeguato e non ha ravvisato elementi per l’equa riparazione per danni materiali).

  • Sentenza del: 23/10/2025

    N° ricorso: 26338/19, 1823/21, 12868/22

    Tartamella e altri - in materia di protezione della proprietà. La confisca per equivalente disposta nei confronti di condannati di illeciti penali su beni che siano intestati a terzi soggetti: 1) non viola il principio del giusto processo, perché i terzi hanno possibilità di interloquire nel procedimento che porta alla confisca e hanno a disposizione mezzi d’impugnazione; 2) viola il loro diritto di proprietà se non è offerta la prova rigorosa che l’intestazione è fittizia ma non occorre una prova oltre ogni ragionevole dubbio; 3) non viola il loro diritto di proprietà ove sia raggiunta la prova sufficiente a escludere la loro capacità reddituale ad acquistare i beni medesimi e la loro buona fede.

  • Sentenza del: 23/10/2025

    N° ricorso: 16803/21

    Ayala Flores - in materia di diritto alla vita privata. Non viola l’art. 8 CEDU l’ordine di demolizione intimato a una coppia, che aveva edificato un manufatto sull’isola di Procida, senza permesso di costruire e in zona sismica. Il ricorso, promosso dalla donna – rimasta nel frattempo vedova e che aveva addotto una situazione di difficoltà economica – è stato respinto sulla base della considerazione che, nel caso concreto, la Repubblica italiana non ha ecceduto il proprio margine di discrezionalità nel bilanciare le esigenze di tutela ambientale, da un lato, e il diritto all’abitazione della ricorrente, che aveva affermato di disporre solo di quella casa.

  • Sentenza del: 09/10/2025

    N° ricorso: 7003/22

    Crea - in materia di divieto di trattamenti inumani e degradanti. Viola il divieto di trattamenti inumani o degradanti – sancito nell’art. 3 CEDU – la perdurante sottoposizione a regime detentivo di un soggetto affetto da gravi patologie fisiche e debilitanti. 

  • Sentenza del: 09/10/2025

    N° ricorso: 69154/17, 54791/22

    Imparato e Ferrara - in materia di diritto a un processo equo. Viola l’art 6, comma 1, CEDU, sotto il profilo del diritto di adire un tribunale, la mancata esecuzione - entro un tempo ragionevole - di sentenze di varie autorità giurisdizionali interne emanate in favore dei ricorrenti.

  • Sentenza del: 09/10/2025

    N° ricorso: 28548/12 e altri

    Tralci - in materia di diritto a un processo equo e protezione della proprietà. Integra violazione dell’art. 6 della Convenzione EDU e dell’art. 1 Prot. 1 la mancata esecuzione di provvedimenti giudiziari favorevoli ai ricorrenti, da parte delle autorità competenti.

  • Sentenza del: 09/10/2025

    N° ricorso: 1986/09, 67556/13

    Petruzzo e altri -  in materia di nulla poena sine lege e protezione della proprietà. Non viola l’art. 7 CEDU, nei confronti dei costruttori, la confisca di manufatti abusivi, sebbene la motivazione della condanna in appello, dopo l’assoluzione in primo grado, sia basata su elementi giuridici differenti rispetto all’originario capo d’imputazione.
    Viola l’art. 1 Prot. 1, nei confronti dei costruttori, la confisca di un terreno in una porzione molto maggiore di quella su cui insistono i manufatti abusivi. Viola l’art. 7 CEDU e l’art. 1 Protocollo 1 la confisca di un manufatto abusivo laddove, a seguito della lottizzazione illecita, non si dimostri la malafede del soggetto acquirente, che non abbia partecipato al procedimento penale.

  • Sentenza del: 09/10/2025

    N° ricorso: 42247/23

    X. - in materia di diritto alla vita privata e familiare. Non integra la violazione dell’art. 8 CEDU l’annullamento giudiziale (disposto nel 2021) dell’annotazione negli atti dello stato civile del riconoscimento, da parte della madre d’intenzione, del nato da procreazione assistita in Spagna (nel caso di specie, la Corte EDU prende atto che – a seguito della sentenza della Corte costituzionale italiana n. 68 del 2025 – la pretesa delle ricorrenti sarebbe stata soddisfatta ma che medio tempore l’art. 8 CEDU non può dirsi violato). 

  • Sentenza del: 25/09/2025

    N° ricorso: Sentenza EDU del 25/09/2025 - Causa Shahi 52638/15

    Pontuale e altri -  in materia di diritto a un processo equo e diritto a un ricorso effettivo. Violano il diritto a un equo processo, sotto il profilo della ragionevole durata, i processi civili che durino, nel complesso e rispettivamente, più di 30 e più di nove anni.
    Viola il diritto a un ricorso effettivo, a motivo dell’irragionevole durata e per il periodo anteriore all’entrata in vigore della legge c.d. Pinto (n. 89 del 2001), il processo civile che duri nel complesso più di 30 anni.

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