Sono inseriti in questa sezione elenchi delle sentenze emanate nei confronti dell'Italia, disposte in ordine cronologico ed inserite periodicamente in seguito alla loro emanazione. Il contenuto delle sentenze è illustrato con una breve massima e vi è un link sia alla sintesi predisposta dall'Avvocatura, sia al testo ufficiale della sentenza contenuto nel sito della Corte, nella lingua in cui è redatto
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Sentenza del: 26/02/2026
N° ricorso: 19737/24
Santopietro e altri - in materia di diritto a un processo equo. Viola l’art 6, comma 1, CEDU, sotto il profilo del diritto di adire un giudice, la mancata esecuzione - entro un tempo ragionevole - di sentenze di varie autorità giurisdizionali interne emanate in favore dei ricorrenti.
Viola l’art.1, Prot. 1, sotto il profilo del diritto a ottenere la posta patrimoniale riconosciuta da un tribunale, la mancata esecuzione - entro un tempo ragionevole - di sentenze di varie autorità interne, emanate in favore dei ricorrenti. -
Sentenza del: 26/02/2026
N° ricorso: 1762/18 e 22831/24)
Lo Bue e Vecchione - in materia di diritto a un processo equo. Viola l’art 6, comma 1, CEDU, sotto il profilo del diritto di adire un giudice, la mancata esecuzione - entro un tempo ragionevole - di sentenze di varie autorità giurisdizionali interne emanate in favore dei ricorrenti.
Viola l’art.1, Prot. 1, sotto il profilo del diritto a ottenere la posta patrimoniale riconosciuta da un tribunale, la mancata esecuzione - entro un tempo ragionevole - di sentenze di varie autorità interne, emanate in favore dei ricorrenti. -
Sentenza del: 26/02/2026
N° ricorso: 1669/25
Di Rito e altri - in materia di diritto a un processo equo. Viola l’art 6, comma 1, CEDU, sotto il profilo del diritto di adire un giudice, la mancata esecuzione - entro un tempo ragionevole - di sentenze di varie autorità giurisdizionali interne emanate in favore dei ricorrenti.
Viola l’art.1, Prot. 1, sotto il profilo del diritto a ottenere la posta patrimoniale riconosciuta da un tribunale, la mancata esecuzione - entro un tempo ragionevole - di sentenze di varie autorità interne, emanate in favore dei ricorrenti. -
Sentenza del: 26/02/2026
N° ricorso: 11398/24
Liguori e altri - in materia di diritto a un processo equo. Viola l’art 6, comma 1, CEDU, sotto il profilo del diritto di adire un giudice, la mancata esecuzione - entro un tempo ragionevole - di sentenze di varie autorità giurisdizionali interne emanate in favore dei ricorrenti.
Viola l’art.1, Prot. 1, sotto il profilo del diritto a ottenere la posta patrimoniale riconosciuta da un tribunale, la mancata esecuzione - entro un tempo ragionevole - di sentenze di varie autorità interne, emanate in favore dei ricorrenti. -
Sentenza del: 12/02/2026
N° ricorso: 55498/07
Fornaci Marzo '88 s.p.a. - in materia di protezioe della proprietà. Viola l’art. 1 del Protocollo n. 1, in tema di rispetto della proprietà privata, l’occupazione e la trasformazione irreversibile di un terreno, attuate sine titulo da parte dell’amministrazione procedente. Nello specifico, la violazione si riscontra per l’inerzia dell’amministrazione nell’adottare un provvedimento di formale acquisizione del bene, in conformità alla normativa vigente, ovvero nel disporre la sua restituzione al titolare.
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Sentenza del: 22/01/2026
N° ricorso: 40209/23
Rizzetto e altri - in materia di diritto a un processo equo. Viola l’art. 6, par. 1 CEDU, in tema di diritto a un equo processo, la mancata nomina - da parte dei giudici nazionali – del consulente tecnico d’ufficio, onde valutare la presenza e l’entità del danno biologico patito dai ricorrenti, in assenza di ulteriori elementi tecnici e oggettivi sui quali fondare la decisione.
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Sentenza del: 22/01/2026
N° ricorso: 33150/16
Dal Canto - in materia di diritto a un processo equo. Integra la violazione degli artt. 6, comma 1, e 13 della Convenzione, relativi al diritto a un equo processo e al diritto a un ricorso effettivo, l’inammissibilità automatica dei ricorsi «Pinto», basata unicamente sul fatto che i ricorrenti non hanno presentato istanza di prelievo nel processo amministrativo, in quanto essa ha privato questi ultimi della possibilità di ottenere una riparazione adeguata e sufficiente.
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Sentenza del: 15/01/2026
N° ricorso: 32707/19
Magherini e altri - in materia di diritto alla vita. Viola l’art. 2 CEDU, sotto il profilo sostanziale degli obblighi positivi di protezione del diritto alla vita, l’uso della forza da parte di pubblici ufficiali nei confronti di un soggetto in stato di disagio psichico, qualora l’immobilizzazione in posizione prona sia protratta oltre la soglia della «assoluta necessità». Viola l’art. 2 CEDU, sotto il profilo sostanziale degli obblighi negativi di protezione del diritto alla vita, l’assenza di un quadro normativo e di prassi amministrative adeguate, nonchè di una formazione specifica degli agenti sui rischi connessi alle tecniche di contenimento fisico.
Integra violazione dell’art. 2 CEDU, sotto il profilo procedurale del diritto a un’indagine effettiva sulle cause del decesso, lo svolgimento di attività di indagine, nell’immediatezza dei fatti, da parte dei medesimi soggetti coinvolti nell’evento letale. -
Sentenza del: 08/01/2026
N° ricorso: 40607/19, 34583/20
Ferrieri e Bonassisa - in materia di diritto alla vita privata. Integra violazione dell’art. 8 CEDU la mancata previsione, da parte della legge, di specifiche condizioni per autorizzare accessi ai conti bancari dei contribuenti nell’ambito di verifiche fiscali, nonché di mezzi di impugnazione effettivi avverso tali misure.
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Sentenza del: 08/01/2026
N° ricorso: 23538/14 23554/14
Finanziaria d'investimento Finivest S.P.A. e Berlusconi - in materia di diritto a un processo equo e protezione della proprietà. La Corte EDU ritiene non sussistenti le violazioni invocate in merito alla sentenza della corte d’appello di Milano del 9 luglio 2011, con cui Silvio Berlusconi era stato condannato a risarcire il danno in favore di Carlo De Benedetti e della CIR, in ragione della pregressa causa civile sul lodo arbitrale Mondadori, poi risultata derivante dalla corruzione di uno dei giudici. La Corte considera infondate le doglianze:
• sull’art. 6, comma 1, CEDU, perché non reputa fondato il ragionamento per cui la richiesta di risarcimento del danno sarebbe stato un modo surrettizio per aggirare il giudicato formatosi sull’impugnazione del lodo Mondadori, da parte della corte d’appello di Roma nel 1991. Non è quindi fondata né la doglianza inerente all’art. 395 c.p.c. né quella sul giudice competente (asseritamente Roma e non Milano). Allo stesso modo, non è fondata la doglianza sull’errore della Cassazione (la quale aveva dichiarato inammissibile il ricorso contro la sentenza della corte di Milano, a motivo dell’aver dedotto il ricorrente ragioni di fatto e non di diritto) e sulla parzialità nella rivisitazione, in sede civile, delle prove del processo penale, che ha condannato i protagonisti della corruzione nel processo conclusosi nel 1991, con l’accoglimento dell’impugnazione del lodo Mondadori. Analogamente infondati sono i rilievi in ordine alla pretesa natura presuntiva dell’accertamento del nesso causale tra la condotta di Berlusconi e il danno subito da De Benendetti e dalla CIR per la sentenza sul lodo Mondadori;
• sull’art. 1, Prot. 1, perché la posta patrimoniale derivante ai ricorrenti dalla sentenza sul lodo Mondadori non può ritenersi legittima;
• sull’art. 6, comma 2, CEDU, perché la presunzione di non colpevolezza impedisce – sì – allo Stato sottoscrittore di considerare, di fatto, colpevole la persona assolta (vuoi mediante provvedimenti che presuppongano la condanna, vuoi con linguaggio che sottintenda la convinzione del giudice che l’imputato sia colpevole); ma non di avvalersi in sede civile di materiale probatorio raccolto in sede penale o altrimenti.