Sono inseriti in questa sezione elenchi delle sentenze emanate nei confronti dell'Italia, disposte in ordine cronologico ed inserite periodicamente in seguito alla loro emanazione. Il contenuto delle sentenze è illustrato con una breve massima e vi è un link sia alla sintesi predisposta dall'Avvocatura, sia al testo ufficiale della sentenza contenuto nel sito della Corte, nella lingua in cui è redatto
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Sentenza del: 03/06/2009
N° ricorso: 38596/02
Mandola -in materia di espropriazione. Constata la violazione dell'art. 1 Prot. n. 1, poiché nei casi di espropriazione per pubblica utilità solo il perseguimento di uno scopo legittimo può giustificare un'indennità notevolmente inferiore al valore commerciale del bene. Constata altresì la violazione dell'art. 6 par. 1 CEDU, sotto il profilo del diritto ad un processo equo, perché l'applicazione retroattiva dell'art. 5-bis della legge n. 359 del 1992 ha determinato un'indennità di esproprio non adeguata, nonché sotto il profilo della ragionevole durata del processo per eccessiva durata del processo.
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Sentenza del: 03/06/2009
N° ricorso: 20774/05
Fiume - in materia di esecuzione di decisioni giudiziarie. Non costituisce violazione del diritto ad una protezione giudiziaria effettiva, garantito dall'art. 6, par. 1, CEDU, la mancata esecuzione di una decisione giudiziaria non definitiva.
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Sentenza del: 26/05/2009
N° ricorso: 7977/03
Rossitto - in materia urbanistica. L'eccessiva durata del vincolo di inedificabilità apposto su un terreno in previsione della sua futura espropriazione, senza il riconoscimento di alcuna indennità al proprietario gravato da tale peso, costituisce violazione dell'art. 1 del Protocollo n. 1 in quanto ostacola il pieno esercizio del diritto di proprietà
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Sentenza del: 26/05/2009
N° ricorso: 6480/03
Mur - in materia di fallimento. Constata la violazione dell'art. 6 par. 1, CEDU, relativo al diritto ad un processo equo sotto il profilo della ragionevole durata, con riferimento a procedura fallimentare anteriore all'entrata in vigore del decreto legislativo n. 5 del 2006.
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Sentenza del: 26/05/2009
N° ricorso: 30408/03
Cavalleri - in materia di fallimento. Constata la violazione degli artt. 6 par. 1, 8 e 13 CEDU, relativi rispettivamente al diritto ad un processo equo sotto il profilo della ragionevole durata, al rispetto della vita privata e familiare e al diritto ad un ricorso effettivo, nonché degli artt. 1, Prot. n. 1 e 2, Prot. n. 4, relativi alla protezione della proprietà ed alla libertà di circolazione con riferimento a procedura fallimentare anteriore all'entrata in vigore del decreto legislativo n. 5 del 2006.
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Sentenza del: 26/05/2009
N° ricorso: 24824/03
Colombi - in materia di fallimento. Constata la violazione degli artt. 6 par. 1, 8 e 13 CEDU, relativi rispettivamente al diritto ad un processo equo sotto il profilo della ragionevole durata, al rispetto della vita privata e familiare e al diritto ad un ricorso effettivo, nonché degli artt. 1, Prot. n. 1 e 2, Prot. n. 4, relativi alla protezione della proprietà ed alla libertà di circolazione con riferimento a procedura fallimentare anteriore all'entrata in vigore del decreto legislativo n. 5 del 2006.
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Sentenza del: 26/05/2009
N° ricorso: 13606/04
Maria Vicari - in materia di fallimento. Constata la violazione degli artt. 6 par. 1, 8 e 13 CEDU, relativi rispettivamente al diritto ad un processo equo sotto il profilo della ragionevole durata, al rispetto della vita privata e familiare e al diritto ad un ricorso effettivo, con riferimento a procedura fallimentare anteriore all'entrata in vigore del decreto legislativo n. 5 del 2006.
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Sentenza del: 05/05/2009
N° ricorso: 12584/08
Sellem in materia di espulsione di stranieri. L'eventuale messa in esecuzione di un ordine di espulsione di uno straniero verso il paese di appartenenza può costituire violazione dell'art. 3 CEDU, relativo al divieto di tortura, quando vi sono circostanze serie e comprovate che depongono per un rischio reale che lo straniero subisca in quel paese trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione.
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Sentenza del: 05/05/2009
N° ricorso: 10022/02
Labruzzo di cancellazione della causa dal ruolo per composizione amichevole di una controversia relativa ad una fattispecie in materia di espropriazione indiretta.
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Sentenza del: 28/04/2009
N° ricorso: 17214/05 20329/05 42113/04
Savino e altri - in materia di autodichia parlamentare. Dichiara sussistente la violazione dell'art. 6 CEDU in relazione all'attuale configurazione del sistema di giustizia interna della Camera dei deputati (c.d. autodichia). Alcuni dipendenti ed aspiranti dipendenti avevano contestato provvedimenti a loro sfavorevoli innanzi a tale sistema ed erano risultati soccombenti. Non avevano potuto adire l'autorità giudiziaria ordinaria. La Corte afferma che la Convenzione richiede che le controversie tra cittadini o tra cittadini ed enti siano esaminate da giudici indipendenti, non obbligatoriamente da giudici incardinati in apparati che rispondano alla classica nozione di potere giudiziario. Con riferimento alla conoscibilità dei regolamenti camerali, dichiara non sussistente la violazione dell'art. 6 della Convenzione, giacché i regolamenti parlamentari sono in definitiva sufficientemente conoscibili, quantomeno da chi si rapporta direttamente con le Camere come i loro dipendenti o aspiranti tali. Con riferimento alla composizione degli organi giurisdizionali interni, constata invece la violazione dell'art. 6 della Convenzione, limitatamente al solo organo d'appello (la Sezione giurisdizionale dell'Ufficio di Presidenza).