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Osservatorio sulle sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU)

Sentenze

Sono inseriti in questa sezione elenchi delle sentenze emanate nei confronti dell'Italia, disposte in ordine cronologico ed inserite periodicamente in seguito alla loro emanazione. Il contenuto delle sentenze è illustrato con una breve massima e vi è un link sia alla sintesi predisposta dall'Avvocatura, sia al testo ufficiale della sentenza contenuto nel sito della Corte, nella lingua in cui è redatto

  • Sentenza del: 11/10/2018

    N° ricorso: 55216/08

    S.V. - in materia di diritto al rispetto della vita privata e familiare. Constata la violazione dell'art. 8 CEDU, sotto il profilo sostanziale, per avere lo Stato italiano violato il suo obbligo positivo di garantire il diritto della ricorrente al rispetto della sua vita privata, negandole la rettifica dell'attribuzione di sesso durante il processo di transizione sessuale e prima del completamento dell'intervento chirurgico di conversione sessuale.

  • Sentenza del: 04/10/2018

    N° ricorso: 39186/11 e altri 9

    Therapic Center s.r.l. e altri - in materia di diritto a un processo equo. Constata la violazione dell'art. 6, paragrafo 1 CEDU, sotto il profilo del diritto ad un tribunale, in riferimento alla mancata esecuzione - entro un tempo ragionevole - di decreti ingiuntivi emessi in favore delle società ricorrenti.

  • Sentenza del: 27/09/2018

    N° ricorso: 57278/11

    Brazzi - in materia di diritto al rispetto della vita privata. In un caso relativo ad una perquisizione domiciliare disposta dal pubblico ministero in sede di indagini preliminari, constata la violazione dell'art. 8 § 2 CEDU, in quanto la mancata previsione di un controllo giurisdizionale preventivo o successivo alla misura adottata costituisce un'ingerenza nel diritto al rispetto del domicilio del ricorrente incompatibile con la Convenzione.

  • Sentenza del: 06/09/2018

    N° ricorso: 29932/07

    Mottola e altri - in materia di diritto a un processo equo, sotto il profilo del diritto di accesso a un tribunale. Liquida ai sensi dell'art. 41 CEDU il danno patrimoniale per la violazione degli articoli 6, par. 1 CEDU e 1 Prot. n. 1 CEDU, già constatata con la sentenza del 4.2.2014

  • Sentenza del: 06/09/2018

    N° ricorso: 29907/07

    Staibano e altri - in materia di diritto a un processo equo, sotto il profilo del diritto di accesso ad un tribunale. Liquida ai sensi dell'art. 41 CEDU il danno patrimoniale per la violazione degli articoli 6, par. 1 CEDU e 1 Prot. n. 1 CEDU, già constatata con sentenza del 24.6.2014.

  • Sentenza del: 12/07/2018

    N° ricorso: 6360/13

    D'Acunto e Pignataro - in materia di diritto al rispetto della vita privata e familiare. Constata la violazione dell'articolo 8 della CEDU in relazione a un provvedimento di allontanamento di minori dal domicilio familiare e di sospensione della potestà genitoriale, disposto dal tribunale dei minorenni senza soddisfare le esigenze procedurali di aggiornamento delle perizie e di celerità delle decisioni che discendono dalla Convenzione.

  • Sentenza del: 05/07/2018

    N° ricorso: 30015/09, 34644/09, 10723/10

    Castello del Poggio s.s. e altri - in materia di diritto a un processo equo, sotto il profilo dell'ingerenza del legislatore nell'amministrazione della giustizia. Constata la violazione dell'art. 6, paragrafo 1, della CEDU, in relazione a un intervento legislativo di interpretazione autentica con effetto retroattivo in materia di sgravi dei contributi previdenziali in favore delle aziende agricole, che ha avuto un impatto decisivo sull'esito di un giudizio pendente senza che vi fossero motivi imperativi di interesse pubblico per la sua applicazione retroattiva.

  • Sentenza del: 05/07/2018

    N° ricorso: 24/11

    Centro Demarzio s.r.l. - in materia di protezione della proprietà. Constata la violazione dell'articolo 1 del Protocollo n. 1 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU), in relazione a una sentenza che ha dichiarato non risarcibile, in base alla scusabilità dell'errore in cui era incorsa l'amministrazione, il danno subìto da una società medico-diagnostica a seguito dell'illegittima revoca di una convenzione stipulata con il Servizio sanitario nazionale. Secondo la Corte, l'errore dell'amministrazione, anche se determinato da mancanza di chiarezza della legge, non può gravare sul ricorrente, in quanto il principio di legalità esige che le disposizioni di diritto interno siano sufficientemente accessibili, precise e prevedibili.

  • Sentenza del: 28/06/2018

    N° ricorso: 1828/06, 34163/07,19029/11

    G.I.E.M. s.r.l. e altri

  • Sentenza del: 22/02/2018

    N° ricorso: 65173/09

    Drassich n. 2 - in materia di diritto alla difesa. Con riferimento a un giudizio ex art. 625-bis c.p.p., dichiara non sussistente la violazione dell'art. 6, paragrafi 1 e 3, CEDU, sotto il profilo del diritto dell'imputato di essere informato della natura e dei motivi dell'accusa formulata a proprio carico e del diritto di disporre del tempo e delle facilitazioni necessarie a preparare la difesa.

    Nel caso di specie la Corte ritiene che il ricorrente - preventivamente informato al momento dell'avvio del nuovo giudizio per cassazione per il tramite dei suoi difensori - fosse sufficientemente consapevole della riqualificazione del fatto ascrittogli e che non vi fosse dunque bisogno di alcuna notificazione formale del nuovo capo d'accusa, in quanto l'articolo 6, par. 3, non impone alcuna forma particolare circa le modalità con le quali l'imputato deve essere informato della natura e dell'oggetto dell'accusa mossa contro di lui. Quanto all'asserita impossibilità di comparire direttamente nel procedimento in Cassazione, la Corte europea ritiene che la presenza del ricorrente in udienza non fosse necessaria, in quanto la Corte di legittimità si è concentrata esclusivamente su punti di diritto e non ha esaminato questioni di fatto, peraltro non sollevate dalla difesa nelle memorie depositate.

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